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Mutui, domanda (+13%) e importo medio (+1%) in crescita nel 2016. Bene anche i prestiti

Ripresa ormai consolidata per il mercato dei mutui anche con il progressivo esaurirsi della spinta data dalle surroghe ; e con un lieve innalzamento dell’importo richiesto. È una fotografia di un settore in salute quella sul 2016 scattata dall’ultimo Barometro Crif, che rileva l’andamento delle interrogazioni relative alle richieste di nuovi mutui e prestiti.
Il risultato «riflette il complessivo miglioramento del quadro congiunturale – nota Crif – e condizioni di accesso al credito che si sono mantenute favorevoli nel corso dell’anno, incentivando le famiglie a rivolgersi a banche e finanziarie per sostenere i propri consumi (specie quelli di beni durevoli) e progetti di acquisto casa».

Dicembre ha fatto registrare un incremento pari a +21,3% del numero di interrogazioni relative a richieste di nuovi mutui e surroghe – «vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online», specifica Crif – rispetto allo stesso mese dell'anno scorso: «si tratta dell'incremento record relativamente agli ultimi 6 mesi del 2016». Sull’intero anno la variazione è di +13,3%, trend «sostenuto da prezzi di acquisto degli immobili residenziali e tassi di interesse applicati sui nuovi mutui che si sono mantenuti appetibili per l'intero anno».

Tuttavia, se si confronta l'aggregato del 2016 con gli anni precedenti permane ancora un piccolo gap da colmare rispetto al biennio 2009-2010, ovvero prima che la crisi economica raffreddasse l'interesse delle famiglie nei confronti dell'investimento sulla casa.

Un segnale positivo viene anche dall’importo medio dei finanziamenti richiesti: a dicembre si è attestato a 125.360 euro, superiore del +2,5% rispetto a quello registrato nel corrispondente mese dell'anno precedente. «Più in generale – nota Crif – nel 2016 si è arrestato il trend di costante contrazione dell’importo medio richiesto che aveva caratterizzato il comparto fin dal 2010, che è risultato pari a 123.324 euro, con un seppur lieve incremento del +0,9% rispetto al 2015. Nell'immediato sembra però difficile un ritorno agli importi pre-crisi, se si considera che nel biennio 2009-2010 l'importo medio richiesto si aggirava intorno ai 136mila euro».

Per quanto riguarda la distribuzione delle interrogazioni di nuovi mutui e surroghe per classe di durata, invece, ancora una volta è stata quella compresa tra i 16 e i 20 anni ad essere risultata la preferita dalle famiglie, con una quota pari al 24,3% del totale, seguita a ruota dalla fascia tra i 21 e i 25 anni, con il 20,9%.

Per quel che riguarda «il numero di interrogazioni relative a richieste di prestiti, nell'aggregato di prestiti personali e finalizzati, ha fatto registrare un ulteriore incremento, pari a +8,1% rispetto allo stesso mese del 2015. Il dato di dicembre porta la variazione su base annua a far segnare un +7,4% rispetto al pari periodo del 2015». «Nel dettaglio, il numero di richieste di prestiti finalizzati all'acquisto di beni e servizi (quali autoveicoli, motocicli, articoli di arredamento, elettronica ed elettrodomestici, viaggi, spese mediche, palestre, ecc.) ha registrato una crescita pari a +8,2% rispetto al 2015, contribuendo in maniera significativa alla performance positiva dell'intero comparto». Nel 2016 l'importo medio si è attestato a 8.417 euro, in crescita del 5,3% rispetto al 2015 ma ancora ben distante dai 9.498 euro richiesti nel 2008.

«Il progressivo recupero verso i volumi pre-crisi delle interrogazioni relative a richieste di credito da parte delle famiglie riflette una rinnovata intenzione degli italiani a sostenere i propri acquisti attraverso l'accensione di un finanziamento così come l'acquisto di un immobile tramite un mutuo – commenta Simone Capecchi, Executive Director di Crif -. D’altra parte va sottolineato come la domanda di mutui e prestiti sia stata stimolata nel corso del 2016 anche da offerte appetibili da parte degli operatori di settore, favorite da condizioni più distese nel funding e da una ulteriore riduzione degli indicatori di rischio. Nel complesso, il miglioramento delle condizioni congiunturali e tassi di interesse vantaggiosi dovrebbero contribuire a sostenere il trend positivo anche nell'anno appena iniziato, anche se probabilmente a ritmo più blando rispetto a quello osservato nel 2016. Per gli istituti di credito la sfida nei prossimi mesi sarà quella di continuare a sostenere i consumi in un mercato sempre più complesso, componendo un'offerta in grado di soddisfare una clientela sempre più evoluta e ‘digital mind' attraverso una revisione delle modalità di relazione, con processi di accesso al credito più agili e veloci e prodotti di credito più flessibili».

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