NOTIZIE E CURIOSITÀ

Erzelli, collina del futuro. Scientifico ed immobiliare

Parlava il palco, domenica mattina, al convegno del Carroccio sul lavoro in occasione del primo maggio. Con parole che suonavano più intonate di mille concertoni. A fianco del leader della Lega Matteo Salvini e dell’assessore regionale allo Sviluppo Economico Edoardo Rixi, c’erano infatti Giovanni Toti e Marco Bucci, che con le rispettive squadre sono gli uomini che provano a raccontare un’altra storia e una storia altra per Genova e per la Liguria.

Il governatore ha spiegato che i trentamila posti di lavoro ipotizzati da Bucci nel suo programma elettorale sono sì esagerati, ma per difetto. Ed ha individuato i tre filoni dove lo sviluppo può essere impetuoso.

Che sono il Porto, il turismo - reduce dall’ennesimo week-end trionfale - e gli Erzelli. E al suo fianco il candidato sindaco del centrodestra era la dimostrazione vivente che, quando si vuol fare, si fa: il trasferimento di Liguria Digitale agli Erzelli - senza proteste, ma anzi con soddisfazione dei dipendenti e sviluppo del telelavoro e la scelta del manager di puntare sui risultati anziché sul numero di ore passate in ufficio, magari a chattare su Facebook con gli amici - è l’immagine di un cambio di mentalità.

E quello che sembrava un perfetto manifesto per La collina del disonore, il film di Sidney Lumet con Sean Connery, è diventato tutta un’altra storia, dove stavolta il disonore rischia di essere quello di chi continua ad opporsi strenuamente al trasferimento agli Erzelli di quello che può diventare un Politecnico d’eccellenza, addirittura unico al mondo per Ingegneria navale, immediatamente a ridosso dello stabilimento di Fincantieri, quello che grazie all’amministratore delegato Giuseppe Bono e alla sua capacità unica al mondo di aggiudicarsi commesse, ha lavoro assicurato per almeno altri dieci anni.

C’è stato un tempo in cui opporsi all’idea di Erzelli poteva avere anche motivazioni nobili. Oggi, la principale pare essere quella di alcuni dipendenti e prof dell’Università, una piccolissima minoranza ormai, o dei proprietari di alcuni piccoli alloggi in Albaro, peraltro facilmente rilocabili, che non vogliono perdere le loro rendite di posizione. E, francamente, non paiono motivazioni invalicabili.

Quindi, come abbiamo raccontato la scorsa settimana sul Giornale del Piemonte e della Liguria, la collina potrebbe diventare, anche dal punto di vista immobiliare, quella del riscatto di Genova, come testimonia Mirko Angelo Minetti, uno degli agenti immobiliari genovesi più attivi anche sui mercati esteri, che conosce benissimo le esigenze dei suoi clienti e dei fondi immobiliari stranieri. Erede anche nell’innovazione di papà Nicolò Minetti, l’uomo che con la sua umanità e le sue intuizioni inventò il concetto stesso di agente immobiliare in Italia.

Erzelli come una miniera d’oro?

«Certamente, le parole di Toti e Bucci sono l’ennesima conferma che Erzelli può diventare un’eccellenza. Ed è quasi un teorema matematico che posti di lavoro qualificati portano una grande ricaduta nelle zone circostanti. Però...».

Però?

«Però, occorre attrezzarsi. Ho la certezza che investitori anche stranieri stanno guardando al nostro territorio e anche agli Erzelli. Ma hanno bisogno di certezze, di strumenti urbanistici certi».

Vuol dire libertà di cementificare a capocchia? No, grazie. Genova ha già dato.

«Non servono necessariamente solo e sempre «si», vanno bene anche i «no». Ma deve finire la mentalità che vede con sospetto le scelte urbanistiche - basti pensare a quello che è successo per tanti anni con la grande distribuzione - e deve imporsi un ragionamento di tipo anglosassone: risposte in tempi accettabili e con una logica totalmente diversa da quella dei decenni passati».

Erzelli in questo può essere un modello? Il primo passo verso una rivoluzione virtuosa?

«Certamente, Università, Iit, Liguria digitale, aziende, polarizzazione di attività sono un grande volano. E come non mi stancherò mai di ripetere, non solo per Erzelli, la qualità della vita è un elemento decisivo, purché la città sia ben collegata. Fondi statunitensi e inglesi si sono già informati per investire».

Cosa serve perché passino dalla richiesta di informazioni all’investimento vero e proprio?

«Un aeroporto degno di tale nome, collegato con almeno due voli giornalieri a quattro hub intercontinentali per arrivare in tutto il mondo».

Fatto l’aeroporto, facciamo anche gli Erzelli? Cos’altro serve?

«Niente di più di ciò che è già previsto. I treni e la funivia, che sarà finanziata con fondi europei. Se ci sarà tutto questo, ditemi voi dove è possibile avere un centro direzionale fronte mare con immobili di grande pregio, tecnologicamente evoluti, e una splendida vista? È una cosa unica in Europa».

Garantisce lei che non resterà una landa desolata e pietrosa?

«Le pietre zappate sono diventate terreno fertile. Chiaro che coloro che hanno già zappato conoscono il territorio e le sue peculiarità meglio di chiunque altro. Il ruolo delle istituzioni e di Genova è ora quello di far sì che quelle condizioni si mantengano e che la rinascita non venga meno».

«La collina dell’onore», sequel da kolossal, è a un passo.

Fonte: il Giornale del Piemonte e della Liguria

<- Torna alle news

Condividi
Notizia precedente Notizia successiva