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Case, l’anno zero dopo la crisi e gli investitori puntano Genova

 

Genova anno zero: una città che ancora deve crescere, ma proprio per questo crescerà. A dirlo, tra tanti indicatori, sono il momento e (soprattutto) le proiezioni sul futuro più o meno prossimo del mercato immobiliare, tra le “spie” più significative nel descrivere o prevedere la capacità dei territori di creare economia, pianificare e realizzare occasioni di sviluppo, attirare investimenti. Numeri e percentuali che fanno ben sperare, e raccontano di una città e una regione che se già nel 2017 avevano visto il mercato dell’immobile rialzare la testa, dopo anni di grandi difficoltà e indici fermi al palo, secondo gli addetti ai lavori nei prossimi due o tre anni potrebbe fare un salto di qualità decisivo anche grazie all’interesse degli investitori internazionali (e non) su alcune delle diverse partite aperte in tema di sviluppo della città. Per primo il Waterfront di levante, ma anche il Terzo Valico, l’alta velocità, la futura nuova vita del palazzo della Rinascente, persino il “sogno” condiviso di Costa Crociere e istituzioni locali – dopo il ritorno a Genova delle navi con il fumaiolo giallo – di creare in porto un nuovo terminal per crociere e crocieristi. Di fatto primi, potenziali, importanti volani di crescita per tutta la città, e di conseguenza il valore dei suoi immobili. 
Secondo l'ultimo report sul mercato residenziale curato da Scenari Immobiliari, l'istituto di analisi e ricerca sui mercati immobiliari e in generale sull'economia del territorio, la Liguria degli ultimi anni "sta uscendo da una situazione di crisi immobiliare, e presenta le condizioni per una ripresa forte dell'economia locale". La regione ad esempio è rientrata gradualmente nella "top ten" delle regioni italiane per variazione annuale del volume di compravendite, del quale costruisce circa il 3,7% del mercato italiano. E cresciuta del 21,8% dal 2016 al 2015, del 9% nel 2017 e tra quest'anno e il 2020 si stima possano passare da circa 20mila a oltre 26mila compravendite totali, in linea con gli standard di crescita nazionali. 
"Questo perché è cresciuto il numero di famiglie con la possibilità di acquisto di un'abitazione grazie al calo dei prezzi-spiegano da Scenari Immobiliari riduzione dell'imposizione fiscale e l'aumento dell'erogazione di mutui, poi, permettono di affacciarsi sul mercato ad un numero più consistente di possibili acquirenti". 
 A raccontare di una fase di miglioramento del mercato residenziale genovese sono anche i numeri dei metri quadrati scambiati, che negli ultimi due anni hanno visto un incremento del 13% e un fatturato complessivo tornato in campo positivo. Un quadro a livello regionale nel quale i prezzi, ancora il lieve calo nel 2016, sono già stati protagonisti di una crescita dello 0,6%, in linea con la media nazionale, e dovrebbero avviare una ripresa ulteriore a partire dall'anno i corso. Più a Genova, dove si stima una crescita dei prezzi del 3% nell'ultimo anno, piuttosto che nelle altre città liguri: Imperia dovrebbe aumentare le quotazioni di poco meno, a La Spezia si attende un incremento del 2,8%, a Savona dell'1,8%. 
 A Genova sono in crescita anche gli stessi valori dei prezzi al metro quadro, che per forza di cose faticano in periferia (come Rivarolo, dove si viaggia a 1200 euro a metro quadro, e i valori sono scesi di quattro punti percentuali negli ultimi anni), anche se il calo dei prezzi è in frenata, ma sono risaliti e continuano a farlo nei quartieri centrali o semicentrali: da Carignano ad Albaro, dove il prezzo a metro quadro è rispettivamente di 3.098 e 5.274 euro, già lo scorso anno i prezzi erano aumentati dell'1,4% centro e nell'anno si stima un rialzo del 4%. Buoni segnali in un quadro generale in cui finalmente, dopo anni, crescita del residenziale e investimenti sulla città potrebbero iniziare andare (quasi) di pari passo. In città "lo sviluppo del settore residenziale è trainato dalla capacità di proporre progetti innovativi da parte di pubblica amministrazione e provati" - concludono da Scenari Immobiliare - e sono primi  "buoni  esempi" Palazzo Arbà, il complesso da 17 unità abitative in costruzione in Albaro, o l'intervento di riqualificazione di un palazzo secentesco di via Dei Giustiniani. Allo stesso tempo, "è chiaro che in una città in cui cresce il valore dell'immobiliare e l'economia ha ripreso a girare c'è più interesse a venire a valore e investire". E che sia di buon auspicio per gli scenari futuri di trasformazione, in programma (o nelle intenzioni) tra centro e porto. 

Fonte: La Reppublica.it

 

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