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Box, Sconti Ampi

La detrazione fiscale sull'acquisto di un box auto pertinenziale spetta anche se il pagamento del prezzo avviene senza bonifico «parlante». In questo caso, però, per non perdere il diritto allo sgravio Irpef il compratore deve farsi rilasciare dall'impresa venditrice un'apposita autocertificazione, attestante che i corrispettivi accreditati a proprio favore sono stati inclusi nella contabilità ai fini della successiva tassazione. È quanto afferma l'Agenzia delle entrate nella circolare n. 43/E, pubblicata ieri.

L'articolo 16-bis del Tuir, infatti, contempla l'ammissibilità della detrazione Irpef del 36% (ora potenziata al 50%) anche per gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali a immobili residenziali, nonché per il loro acquisto. In questo caso, il beneficio è riconosciuto limitatamente ai costi di realizzo comprovati da apposita attestazione rilasciata dal costruttore, come chiarito da diversi documenti di prassi.
Nel caso oggetto dell'istanza di interpello, però, mancava uno dei requisiti essenziali necessari a fruire del bonus ristrutturazioni, vale a dire la modalità di pagamento «super-tracciabile» del bonifico parlante (con indicazione dell'apposita causale, del codice fiscale del beneficiario e della partita Iva del soggetto che esegue i lavori). Oltre a garantire un migliore controllo dei flussi finanziari, tale meccanismo consente pure l'applicazione della ritenuta d'acconto dell'8%, che banche e Poste italiane devono operare all'atto del versamento.

Motivo per cui la risoluzione n. 55/E del 2012 ha chiarito che la non completa compilazione del bonifico, che pregiudichi l'obbligo di ritenuta, fa venir meno il diritto alla detrazione (salva l'ipotesi di ripetizione del pagamento, mediante bonifico corretto). Nel nuovo caso affrontato dall'amministrazione, tuttavia, le Entrate definiscono tale preclusione superata, ogni volta in cui «risulti comunque soddisfatta la finalità della norma agevolativa, tesa alla corretta tassazione del reddito derivante dalla esecuzione delle opere di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica».

Si possono quindi individuare due ipotesi, entrambe risolte dall'Agenzia in maniera pro-contribuente, al rispetto di certe condizioni. La prima è quella in cui l'acquirente paga il prezzo del box con assegno e ciò risulta attestato nell'atto notarile: la detrazione è ammissibile qualora il venditore ottenga dall'impresa venditrice, oltre all'apposita certificazione circa il costo di realizzo del box, «una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti che i corrispettivi accreditati a suo favore sono stati inclusi nella contabilità ai fini della loro concorrenza alla corretta determinazione del reddito del percipiente».

Situazione analoga quando il bonifico è stato fatto, ma in maniera tradizionale «non parlante», senza cioè seguire gli adempimenti di legge. Pure in tale fattispecie il bonus fiscale è in salvo, purché l'acquirente ottenga la medesima autocertificazione supplementare dal venditore.

Fonte: Italia Oggi del 19/11/2016

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